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NEWS
Elenco News:
- Lo Sapevate che.......Curiosità sulle ns auto
- La Cosworth
- E’ il Cosworth quello che gira di più
- La storia delle Ford RS
- Il motore Ford Cosworth DFV (Double Four Valve )
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Lo Sapevate che.......
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I colori usati per la Escort Cosworth
sono ben 16?
E che in molte delle tinte "particolari" sono presenti ben 3 tipi di
colori diversi?
Metterò tra parentesi quadrate un 3 a fianco di quelle note per
indicarlo [3]
Tinte Pastello:
Bianco 1 (usato anche nella Motorsport e Miki Biasion)
Bainco 2 (usato nei modelli T25)
Rosso (Motorsport),
Rosso 2 (non in Italia)
Nero (solo in Germania)
Tinte Metallizzate:
Ash Black (Nero met)
Mallard Green (Verde Petrolio) [3]
Ocean Blu (Blu scuro) [3]
Petrol Blu (Blu petrolio) [3]
Imperial Blu (Blu Imperiale) [3]
Argento (Moondust Silver)
Jewel Violet (Viola medio) [3]
Dark Aubergine (Viola scurissimo ) [3]
Polaris Grey (grigio chiaro tendente al piombo, rarissimo e molto
bello) [3]
Grigio Azzurro (non mi ricordo il nome originale, grigio chiaro
tendente all'azzurrino nuvola) [3]
Grigio Piombo (Grigio Medio)
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I tipi di sedili montati nella Escort
Cosworth tra tessuti/pelle e modelli sono 10
La scelta poteva essere fondamentalmente tra:
Stoffa o pelle, Normali o Recaro.
Quelli in pelle normali erano un pò più "tozzi", meno profilati.
Quelli in pelle Recaro presentavano la seduta traforata ed il logo
recaro nella seduta lato schiena.
Quelli in stoffa presentavano i fianchi in velluto e la seduta in
tessuto.
La seduta in stoffa presentava dei disegni ad esagono (il tessuto si
chiamava Hexagon).
La stoffa era di colore grigio medio ed il colore degli esagoni era
grigio chiaro.
Per i mercati esteri gli esagoni potevano essere scelti anche verdi
(per verde petrolio), blu (per blu imperiale), rossi (per rossa,
bianca, argento, nera)
Le versioni Monte/Martini avevano gli interni in stoffa ma la
fantasia usata per i sedili centrali era del tipo simil mimetico con
i colori poi usati nella carrozzeria (viola, verde petrolio, nero
cenere) e con scritta Motorsport nel fianchetto interno e scritta
Recaro nel posteriore.
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Nella Escort sono stati installati 2
tipi di immobilizer?
Su tutte le Escort in ogni caso è presente una sorta di sistema di
Allarme abbastanza casereccio che prevede semplicemente una sorta di
clacson/sirena e la sua attivazione a seguito di apertura portiere,
cofano motore e bagaliaio.
Nei primi mesi del 94 è stato inserito un'immobilizer a chiave
magnetica separata che andava inserita nel tunnel vicino al cambio.
Nell'apposito "buco" era affiancato un cicalino che avvisava
l'avvenuto inserimento/disinserimento.
Da circa metà 94 in poi, con T25 e nuova centralina elettronica, il
sistema è stato trasferito nella testa della chiave di accensione ed
è riconoscibile in quanto la chiave presenta un rettangolo rosso.
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Lo sapevate che...
Oltre alle versioni ufficiali numerate sono stati creati da Ford 4
esemplari particolari?
Il primo fù realizzato per il salone di Ginevra del 94 ed era basato
sul primo modello (T35). Aveva gli interni modificati nei sedili
(seduta in tessuto specifico e fianchi in pelle), il volante a
calice in alcantara rosso e un omello in alluminio. Esteriormente
fanali morette fascione adesivo nella parte alta del parabrezza e
cerchi ATS (usati anche da Wolf).
Altri 2 esemplari particolari furono le 2 realizzazioni per la Ford
Brooklyn Inglese che erano fondamentalmente 2 versioni Monte Jewel
Violet ma con interni in pelle della stessa tinta della carrozzeria
e con sedili riscaldabili oltre a tappetini sempre in tinta e con
scritta Monte.
Infine è stata realizzata una versione Gold per il salone di
Francoforte del 95. Si distingueva per una tinta oro molto
particolare, per l'antenna del tetto con piccolo anellino rosso
(?!?!) e per dei bellissimi interni Recaro con fianchetti in pelle e
seduta con effetto "graffiato" tra pelle ed alcantara. Questo
esemplare è stato esposto da M&R qualche anno fà alla fiera di
Pordenone (visto dal vivo: STUPENDA!!! per me la più bella in
assoluto) ma essendo stato tenuto in possesso per anni dalla Ford
Tedesca è stato acquistato da M&R senza immatricolazione (mai fatta
fare dalla Ford) in un periodo in cui in Europa era impossibile
immatricolarla con le nuove normative anti inquinamento. E' stato
quindi esportato negli Stati Uniti
(di Il Duca)
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La Cosworth
La
Cosworth è stata fondata nel 1958 in Inghilterra da Mike Costin e Keith
Durckworh. Il nome deriva dalla fusione di testa e coda dei cognomi dei
due artefici: appunto COStin e DuckWORTH. Il motore che ha avuto più
successo nel quasi mezzo secolo di attività della factory è stato il
leggendario DFV V8 che oltre a spopolare in F.1 dal 1967 ha costituito
sino all’inizio degli Anni ’80 l’ossatura delle “kit car” del Circus,
motorizzando la stragrande delle monoposto apparse sulla scena.
Nel 1969 è stata anche realizzata grazie a Robin Herd una Cosworth F.1 a
quattro ruote motrici, mai schierata in gara. Quanto al propulsore DFV,
nelle sue varianti (DXF e DFL) ha trionfato anche a Indy e ottenuto
successi nell’Endurance, Le Mans compresa. Nel 1980 i soci fondatori
hanno cedute le quote alla United Engineering Industries, alla quale nel
1988 è subentrata la Carlton Communication, rilevata nel 1990 dalla
Vickers.
Nel 1998 la Cosworth è stata quindi acquistata dalla Volkswagen e divisa
in due parti: Racing Division e Cosworth Tecnology.
La prima è finita nelle mani della Ford, la seconda è entrata a far
parte del Mahle Group, assumendo la denominazione di Mahle Powertrain.
Nel settembre 2004 la Ford ha ceduto la Cosworth Racing a Gerald
Forsythe e Kevin Kalkhoven, proprietari della Champcar, che hanno
ribattezzato l’azienda semplicemente “Cosworth”.
E nel 2007 il principale campo d’impiego per la factory di Northampton
sarà proprio il monomarca USA, per il quale verranno forniti i motori ai
nuovi telai Panoz.
(di Tienigiù)
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E’ il Cosworth quello che gira di più
Non è la prima volta che si sente dire. Il motore
Cosworth è quello che può vantare il maggior numero di giri al minuto.
Secondo una recente classifica stilata all’interno della Formula 1, il
propulsore che spinge la Williams sarebbe l’unico in grado di superare
la soglia dei 20.000 giri.
Al
secondo posto di questa specifica graduatoria si è piazzato il V8
Mercedes. Terzo posto per quello Ferrari e quarto per il BMW.
Da notare che tutti e quattro i motori più performanti
sono quelli che hanno patito i maggiori problemi di affidabilità in
questo inizio di 2006. Mercedes a parte - che sembra li abbia risolti in
tempo - nelle prime due gare sono finiti arrosto entrambi i V8 Cosworth
e BMW, per non parlare delle 4 sostituzioni preventive in casa Ferrari e
del problema alla Red Bull di Coulthard.
Renault e Honda, perciò, nonostante non siano elencati
tra i migliori, sono quelli che hanno tratto maggiore vantaggio dalla
situazione di contemporanea forza e debolezza dei rivali. E pensiamo che
questa possa essere una consolazione più che sufficiente!
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La storia delle
Ford RS

Tutto comincia dal nome. Che qui vuol dire già dire molto. Anzi
moltissimo: RS infatti altro non è che l'acronimo di Rallye Sport la
sigla ha contrassegnato una intera serie di affidabili
vetture sportive Ford. La storia inizia con la prima Escort RS1600,
voluta dal due volte campione del mondo Graham Hill nel novembre del
1969, in una linea produttiva interamente dedicata al FAVO (Ford
Advanced Vehicle Operations) di South Ockendon nella contea dell’ Essex
in Gran Bretagna. Gli inglesi, si sa, in fatto di macchine da corsa sono
maestri...
Derivata dal formidabile modello da corsa
plurivittorioso in pista e nei rally, con un motore 16 valvole
progettato dalla Cosworth, l’ RS1600 è stata così la prima di una serie
che ha compreso più di 20 derivativi Ford contrassegnati dal badge RS,
venduti in oltre 107.000 esemplari tra il 1969 e il settembre 1996.
Nella
versione stradale di serie, l’RS1600 offriva le eccellenti doti di
stabilità in curva di ogni RS da gara che , assieme ad un motore
depotenziato da 120 Cv e ad una struttura semplice e leggera,
consentivano di raggiungere una velocità massima di 180 km/h e
un’accelerazione da 0 a 100 km/h in circa 9 secondi.
L’attrattiva principale di questo modello era proprio il suo alto
potenziale sportivo. Concepito dalla Cosworth, il motore BDA Serie A a
cinghia era uno stretto parente del motore FVA mosso a ingranaggi e
specificamente progettato per le corse. Sviluppate secondo i regolamenti
tecnici in vigore, le Ford RS da rally, che adottavano un monoblocco in
alluminio, arrivavano a 260 Cv di potenza e potevano accelerare da 0 a
100 km/h in poco più di 6 secondi. In precedenza simili prestazioni
erano riservate solo alle più famose sportive italiane o alle potenti
vetture americane.
La successiva Escort prodotta in serie dal FAVO è stata la Mexico
1600GT. Distribuita in esclusiva dai concessionari specializzati Ford
RS, era una vettura dalle prestazioni brillanti (160 km/h di velocità
massima e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in poco più di 10,5 secondi),
caratterizzata da una struttura semplice e bassi costi. Il nome della
vettura derivava dal World Cup Rally del 1970, disputato su un percorso
di oltre 16.000 km da Londra a Città del Messico, e dove Ford piazzò le
sue vetture al primo, terzo, quinto, sesto e ottavo posto della
classifica finale, polverizzando l'agguerrita concorrenza. Ford Mexico
ebbe un notevole successo commerciale: ne sono state vendute più di
10.300 unità tra il 1970 e il 1975.
Un
successo commerciale ancor più grande è stato ottenuto dalla Escort
RS2000. Nonostante non fosse stata progettata appositamente per le
competizioni si è rivelata straordinariamente competitiva,
aggiudicandosi il Tour of Britain nel 1975 e 1976, grazie ad una
riuscita mix di affidabilità e piacere di guida.
La prima e la seconda edizione Escort RS2000 erano delle vetture
funzionali e prestazionali, sviluppate sul motore 2.0 litri SOHC della
Ford Cortina. Il cambio a quattro marce era specifico per questo modello
e adottava rapporti corti. Nell’ottobre 1973 venne presentata l’RS2000
da 100 Cv, caratterizzata da prestazioni a metà strada tra la Mexico e
la RS1600, ma con un livello di potenza che la rendeva ideale anche per
la guida nel traffico di ogni giorno, come dimostrano le 30.000 unità
vendute in Europa dalle due diverse generazioni, succedutesi tra il 1973
e il 1980.
Con
la seconda edizione di Escort è nata l’RS1800, equipaggiata con un
avanzato motore 16 valvole già usato nelle competizioni e rimasta come
una delle RS più rare, con un consumo di appena 26mpg, mentre
l’accelerazione da 0 a 100 km/h era di poco superiore ai 9 secondi e la
velocità massima di circa 180 km/h.
Ma non tutte le Ford RS sono state Escort. La Capri RS2600 sviluppata
dalla Ford tedesca è stata la prima Ford di serie ad essere equipaggiata
con un sistema d’iniezione. Il sistema di iniezione meccanica
Kugelfischer realizzato per il motore Ford V6 2.6 litri da 150 Cv
permetteva di superare i 200 km/h e di accelerare da 0 a 100 km/h in
poco più di 7,3 secondi. La RS2600 da corsa si è aggiudicata diversi
Campionati Turismo Tedesco ed Europeo. Complessivamente, sono state
prodotte circa 3500 Capri RS2600, a dimostrazione che la
caratterizzazione RS poteva essere associata anche a un prodotto più
sofisticato.
Anche durante la crisi petrolifera del 1973 - 1974 Ford confermò la
propria fiducia nelle potenzialità della serie RS. Proprio in quel
periodo arrivò nelle concessionarie la Capri RS3100, che raccoglieva
l’eredità della Capri RS tedesca, gareggiando in tutto il mondo con il
suo avanzato motore Cosworth V6 32 valvole. Il motore, derivato da un
monoblocco Ford, sviluppava più di 400 Cv e consentiva di raggiungere
velocità dell’ordine dei 280 km/h.
Negli anni ottanta Escort è passata alla trazione anteriore dando vita a
una serie di nuovi derivativi. Tra questi la prima Escort RS1600i a
iniezione e la Escort Turbo, la prima Ford europea con motore
turbocompresso. La seconda generazione di Escort Turbo, costruita tra il
1986 e il 1989, ha stabilito un nuovo record di produzione per un
modello RS con 37.024 unità.
L’RS200
con motore centrale è stata concepita da Ford come “replica” delle
potenti vetture rally di Gruppo B. Tecnicamente, l’RS200 è stata una
delle più sofisticate vetture da rally e di serie di sempre, una
caratteristica quest’ultima che trova riscontro sia nel progetto sia
nella costruzione. I 200 esemplari programmati furono costruiti tra il
1983 e il 1986.
Dopo una carriera agonistica piuttosto breve a causa del cambiamento
della regolamentazione tecnica, il programma RS200 è terminato nel 1986
con la conquista di numerosi titoli nazionali. Alla RS200 che aveva
sostituito la Escort RS1700T, il cui progetto era stato presto
abbandonato, è associata una delle più entusiasmanti esperienze di guida
su strada dopo la GT40. Al pari della Ford plurivincitrice alla 24 Ore
di Le Mans, la RS200 era una due posti secca e utilizzava alcune
componentistiche di serie Ford grazie ad una progettazione intelligente
sviluppata a partire da "un foglio bianco".
Il motore, montato in posizione centrale, era una variante BDA, il BDT
1803cc turbo, capace di generare potenze tra i 250 e i 620 Cv a seconda
delle versioni, da quella stradale a quella per le gare di rally. La
trasmissione integrale FFD-Ricardo a doppio albero era in posizione
sfalsata rispetto al telaio, un monoscocca ibrido in alluminio. La
carrozzeria a due porte era prodotta principalmente in fibra di vetro
con il supporto di Aramid e compositi in fibra di carbonio.
Nel
bel mezzo di questa serie di Escort RS, Ford ha prodotto anche due
Fiesta RS: la RS Turbo con motore da 133 Cv derivato dal CVH dal 1990 al
1992 e la RS1800 con motore Zetec da 130 Cv dal 1992 al 1995. Entrambe
le Fiesta RS raggiungevano una velocità massima di 208 km/h e
un’accelerazione da 0 a 100 km/h in poco più di 8 secondi. Il modello
con il massimo profilo RS è quello apparso nei saloni delle
concessionarie nel luglio del 1986: l’aerodinamicissima tre porte è
stata la prima delle Sierra RS Cosworth da 240 km/h, che nel 1987 doveva
dar vita alla RS500 Campione del Mondo Turismo, e alle Sierra 4 porte
equipaggiate con una versione ancora più flessibile del motore 2.0 litri
turbo Cosworth da 204 Cv. Associate alla trazione posteriore, queste
vetture erano caratterizzate da accelerazioni eccezionali, circa 6
secondi da 0 a 100 km/h, da una straordinaria maneggevolezza e da una
guida piacevole anche in città.
Ford, Cosworth e Ferguson 4x4 dettero quindi vita a una serie di vetture
dotate di una sensazionale ed efficace
tenuta di strada con le linee Sierra 4 porte e Escort 3 porte. Lanciata
in tre varianti di equipaggiamento nel luglio del 1992, Escort RS
Cosworth ha stabilito un nuovo punto di riferimento in termini di tenuta
in curva per le vetture di serie, adottando dei profili di carico
aerodinamico tipo F1. L’Escort RS ha vinto 11 rally del campionato
mondiale, compresi due successi al Rally di Montecarlo, ed ha raccolto
numerose affermazioni anche con piloti privati.
L’ Escort RS 2000 è ritornata in scena nel 1991, con una versione 4x4
che è stata commercializzata tra il 1993 e il 1995.
Dopo trent’anni di successi sportivi, Escort RS è stata rimpiazzata con
successo dalla Ford Focus, subito vincente nelle gare del Campionato
Mondiale Rally a partire dalla stagione 1999. La versione stradale Focus
RS ripropone la straordinaria eredità RS sin dal debutto nel 2002,
offrendo una mix impareggiabile di prestazioni e maneggevolezza, nel
rispetto del più autentico spirito RS.
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Il motore Ford
Cosworth DFV (Double Four Valve )
Probabilmente il
più straordinario motore da competizione mai costruito, non solo per
le sue incredibili peculiarità tecniche, ma anche per la sua
longevità e per quello che ha rappresentato per i piccoli
costruttori. Per anni il DFV è stato il motore competitivo che tutti
potevano acquistare e, se erano in grado di costruirci intorno una
valida vettura, vincere. Col DFV hanno proliferato tutti quei teams
definiti, in maniera un pò irriverente “assemblatori”. In realtà
maghi della telaistica e della sperimentazione che, grazie al DFV,
potevano sbizzarrirsi nella ricerca e messa a punto delle più ardite
soluzioni tecniche. Cosa sarebbe stata l’epopea di marchi come Lotus,
Tyrrell, Williams,McLaren e altri senza il DFV: sono
imprescindibili. Il DFV fu progettato con un contributo della Ford
di 100.000 sterline e nasce, fondamentalmente, dall’unione di due
quattro cilindri FVA di formula 2.
Il risultato è un otto cilindri a 90° di 2993cc tutto in lega
leggera, distribuzione a 4 alberi a camme in testa comandati da
ingranaggi e 4 valvole per cilindro. Un’architettura semplice quanto
efficace, rigido è leggero: 163 kg. Da allora i motori da corsa non
sarebbero stati più gli stessi, la Cosworth ha insegnato a tutti
come si costruisce un motore moderno, capace di adattarsi negli anni
alle mutate esigenze della Formula 1. Partendo da circa 405 CV a
8.750 nel “67”, fino ad arrivare ad circa 530CV e 11.800 giri nella
sua ultima versione il DFY nel 1983.
Costruito praticamente in
serie 20-30 unità all’anno per complessive circa 400, è posto
liberamente sul mercato. La sua presenza in F1 sarà di 17anni: la
sua egemonia (interrotta in alcuni anni solo dalla Ferrari) di 15,
dal 1968 fino al 1982, quando già è iniziata l’era del turbo.
Porterà complessivamente a 155 vittorie, 131 pole position e 10
titoli mondiali costruttori, ottenuti su telai Lotus, McLaren,
Tyrrell, Williams, Brabham e Matra. Numeri che si commentano da
soli. La sua prima affermazione avviene addirittura al debutto: il
Gran Premio d’Olanda a Zandvoort con Jim Clark sulla Lotus 49 nel
1967. L’ultima al Gran Premio USA Est a Detroit con Michele Alboreto
e la Tyrrell 011 (nella sua evoluzione DFY). E’ di poco tempo fa la
notizia che del DFV sarà ripresa addirittura la produzione,per il
mercato delle Formula 1 storiche. Quale migliore omaggio a Keith
Duckworth e alla sua creatura.
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